
Articolo tratto da Il Golfo - Le processioni della Settimana Santa
Sergio Zazzera Non sono mancati all'appuntamento del giovedì sera e a quello della mattina del venerdì i numerosi procidani che, con grande attenzione, oltre che con devozione, sono soliti partecipare alle processioni che si snodano per le strade dell'isola. La sera del Giovedì santo, infatti, una folla consistente ha seguito la processione degli "Apostoli", che, partita dalla chiesa di Sant'Antonio di Padova, dopo la celebrazione della messa "in coena Domini", ha raggiunto il Cenacolo, allestito in San Giacomo al Trivio, da dove, consumata la tradizionale cena, i confratelli dei Bianchi hanno compiuto il rito dell'Adorazione nelle chiese della SS. Annunziata, della Madonna delle Grazie, di San Leonardo e della Pietà, fermandosi a eseguire i loro canti anche davanti al Crocifisso dei marinai, a Marina Grande, rinnovando un'antica tradizione. Peraltro, molto saggiamente, durante la mattinata, oltre che nel corso di tutto il giorno precedente, il governo dell'Arciconfraternita ha fatto proiettare nel Cenacolo stesso un documentario che pone a confronto le processioni svoltesi nell'arco dell'ultima trentina d'anni. Nonostante tali riti si siano conclusi a tarda ora, poi, una folla altrettanto numerosa ha partecipato alla Veglia ai piedi del Cristo morto, cominciata prima dell'alba nella Congrega dei Turchini, seguendo, subito dopo, il corteo che ha accompagnato quella stessa statua e quella dell'Addolorata all'Abbazia di San Michele Arcangelo, da dove, dopo la recita delle Lodi, è partita la processione dei "Misteri", che si distingue per la sua originalità da tutti gli altri riti che in questa giornata si svolgono altrove. E qui è doveroso sottolineare l'elevatezza del livello medio raggiunto, quest'anno, dalle realizzazioni plastiche, curate dai giovani dell'isola: trascorso, ormai, il tempo in cui esse esprimevano (ammesso che li esprimessero) concetti di difficile comprensione, ricorrendo, per di più, a forme che rendevano la comunicazione ancor più complessa, si sono fatti apprezzare, viceversa, questa volta, "Misteri" - come quello che, aprendo il corteo, illustrava il Peccato originale o come quello che, sotto il suggestivo titolo della "Paranza", ricordava il mutamento degli Apostoli in "pescatori di anime", tanto per citare soltanto qualche esempio - che, fatti di materiali "poveri ma belli" e, soprattutto, leggeri, hanno fatto udire in giro molte meno imprecazioni del passato: in proposito, credo si debba ritenere abbastanza ben recepita la lezione, peraltro, estremamente utile, dei "Ragazzi dei Misteri", che negli ultimi anni hanno dato ottimo esempio di semplicità e di linearità nella progettazione e nella realizzazione delle "macchine da festa" destinate a precedere il Cristo morto lungo le vie procidane, in questa plurisecolare manifestazione di pietà popolare. In tarda serata, il Cristo morto e l'Addolorata faranno ritorno nella sede della Congrega dei Turchini, dopo il compimento del suggestivo rito della "Via Crucis", e un'altra Settimana santa procidana sarà archiviata e consegnata alla storia delle tradizioni locali.
A breve anche le foto de il mistero "la Paranza".
Sergio Zazzera Non sono mancati all'appuntamento del giovedì sera e a quello della mattina del venerdì i numerosi procidani che, con grande attenzione, oltre che con devozione, sono soliti partecipare alle processioni che si snodano per le strade dell'isola. La sera del Giovedì santo, infatti, una folla consistente ha seguito la processione degli "Apostoli", che, partita dalla chiesa di Sant'Antonio di Padova, dopo la celebrazione della messa "in coena Domini", ha raggiunto il Cenacolo, allestito in San Giacomo al Trivio, da dove, consumata la tradizionale cena, i confratelli dei Bianchi hanno compiuto il rito dell'Adorazione nelle chiese della SS. Annunziata, della Madonna delle Grazie, di San Leonardo e della Pietà, fermandosi a eseguire i loro canti anche davanti al Crocifisso dei marinai, a Marina Grande, rinnovando un'antica tradizione. Peraltro, molto saggiamente, durante la mattinata, oltre che nel corso di tutto il giorno precedente, il governo dell'Arciconfraternita ha fatto proiettare nel Cenacolo stesso un documentario che pone a confronto le processioni svoltesi nell'arco dell'ultima trentina d'anni. Nonostante tali riti si siano conclusi a tarda ora, poi, una folla altrettanto numerosa ha partecipato alla Veglia ai piedi del Cristo morto, cominciata prima dell'alba nella Congrega dei Turchini, seguendo, subito dopo, il corteo che ha accompagnato quella stessa statua e quella dell'Addolorata all'Abbazia di San Michele Arcangelo, da dove, dopo la recita delle Lodi, è partita la processione dei "Misteri", che si distingue per la sua originalità da tutti gli altri riti che in questa giornata si svolgono altrove. E qui è doveroso sottolineare l'elevatezza del livello medio raggiunto, quest'anno, dalle realizzazioni plastiche, curate dai giovani dell'isola: trascorso, ormai, il tempo in cui esse esprimevano (ammesso che li esprimessero) concetti di difficile comprensione, ricorrendo, per di più, a forme che rendevano la comunicazione ancor più complessa, si sono fatti apprezzare, viceversa, questa volta, "Misteri" - come quello che, aprendo il corteo, illustrava il Peccato originale o come quello che, sotto il suggestivo titolo della "Paranza", ricordava il mutamento degli Apostoli in "pescatori di anime", tanto per citare soltanto qualche esempio - che, fatti di materiali "poveri ma belli" e, soprattutto, leggeri, hanno fatto udire in giro molte meno imprecazioni del passato: in proposito, credo si debba ritenere abbastanza ben recepita la lezione, peraltro, estremamente utile, dei "Ragazzi dei Misteri", che negli ultimi anni hanno dato ottimo esempio di semplicità e di linearità nella progettazione e nella realizzazione delle "macchine da festa" destinate a precedere il Cristo morto lungo le vie procidane, in questa plurisecolare manifestazione di pietà popolare. In tarda serata, il Cristo morto e l'Addolorata faranno ritorno nella sede della Congrega dei Turchini, dopo il compimento del suggestivo rito della "Via Crucis", e un'altra Settimana santa procidana sarà archiviata e consegnata alla storia delle tradizioni locali.
A breve anche le foto de il mistero "la Paranza".
7 commenti:
Voglio le fotooooooooooooooooo!!!
per quelle scattate da alessandra devi attendere la settimana prox
Essendo stato accanto ad Ale mentre scattava le foto direi che era più interessata ai primi piani di ottobre che al mistero e che pertanto le foto saranno certamente di grandissima qualità. anch'io attenderò con ansia la prossima settimana.
ci stanno pure delle foto scattane nel portone la sera di giovedì. la foto che vedete adess l'ho trova sul web
sei bellissimoooooooooooooo!!
ke scandalooooooooooo!!
aaaah nn ci sono + i misteri di una volta...
della serie il mondo è bello xkè è vario..oltre l'elogio nell'articolo del golfo, fonti attendibili hanno rivelato dichiarazioni non proprio a favore della paranza..tipo "prendete un cerino e dategli fuoco" o "questo non lo guardo nemmeno"..by Don M.A.
Caro Enzo "Quando verrai saranno in vendita da Giangiulio...Sei contento".
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